Lavoro domestico: attenzione agli scatti di anzianità
Scatti di anzianità non pagati a colf, badanti e baby sitter: un diritto spesso dimenticato che può essere recuperato
Nel settore del lavoro domestico sono ancora molte le lavoratrici e i lavoratori che, dopo anni di servizio presso la stessa famiglia, non vedono riconosciuti correttamente gli scatti di anzianità previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
Colf, badanti e baby sitter, infatti, maturano nel tempo specifici aumenti retributivi legati alla continuità del rapporto di lavoro. Tuttavia, nella pratica, capita frequentemente che tali aumenti non vengano mai applicati in busta paga, determinando una situazione di mancato pagamento di somme dovute che può essere oggetto di verifica e recupero attraverso una vertenza.
Anche le badanti, così come tutti i lavoratori domestici, hanno diritto al riconoscimento degli scatti di anzianità. A stabilirlo è il CCNL Lavoro Domestico, in particolare l’articolo 37, che disciplina modalità, tempi e limiti di maturazione di questo importante istituto contrattuale.
Che cosa sono gli scatti di anzianità per colf, badanti e baby sitter
Gli scatti di anzianità sono aumenti automatici della retribuzione riconosciuti al lavoratore domestico per ogni biennio di servizio continuativo presso lo stesso datore di lavoro.
La loro funzione è quella di valorizzare l’esperienza acquisita dalla lavoratrice o dal lavoratore nel corso degli anni e di adeguare progressivamente la retribuzione in relazione alla durata del rapporto.
Lo scatto di anzianità non è quindi un riconoscimento discrezionale del datore di lavoro, ma un vero e proprio diritto previsto dal contratto collettivo nazionale.
Cosa prevede l’articolo 37 del CCNL Lavoro Domestico
L’articolo 37 del CCNL stabilisce che:
- per ogni biennio di servizio presso lo stesso datore di lavoro spetta al lavoratore un aumento pari al 4% della retribuzione minima contrattuale;
- gli scatti di anzianità non possono essere assorbiti da eventuali superminimi riconosciuti al lavoratore;
- il numero massimo degli scatti maturabili è fissato in 7 scatti complessivi;
- il primo scatto matura dal mese successivo al compimento del biennio di servizio.
Ogni due anni, quindi, il lavoratore domestico può maturare un nuovo incremento economico fino al raggiungimento del limite massimo previsto dal contratto.
Il problema degli scatti di anzianità mai pagati
Uno dei problemi più frequenti nel lavoro domestico riguarda i rapporti di lavoro che durano molti anni senza che la retribuzione venga mai aggiornata.
Può accadere, infatti, che una colf, una badante o una baby sitter continui a ricevere sempre lo stesso stipendio per tutta la durata del rapporto, senza che nella busta paga vengano inseriti gli scatti maturati.
In questi casi è necessario verificare la posizione lavorativa perché il mancato riconoscimento degli scatti comporta una differenza retributiva a favore della lavoratrice, che può essere richiesta al datore di lavoro.
Per stabilire se vi sono somme da recuperare occorre analizzare:
- la data di assunzione;
- il livello contrattuale applicato;
- la durata effettiva del rapporto;
- le buste paga ricevute negli anni;
- gli scatti maturati e quelli eventualmente mai corrisposti.
Come si calcolano gli scatti di anzianità
Il calcolo degli scatti segue regole precise.
1. Si considera la data di assunzione
Il biennio viene calcolato dalla data di inizio del rapporto di lavoro.
Esempio:
Una badante viene assunta il 1° gennaio 2020.
Il primo biennio viene completato il 1° gennaio 2022 e lo scatto decorrerà dal mese successivo al compimento del biennio, secondo quanto previsto dal CCNL.
Se invece l’assunzione è avvenuta il 15 gennaio 2020, il biennio sarà completato il 15 gennaio 2022 e lo scatto sarà riconosciuto dal mese successivo.
2. Lo scatto si calcola sulla retribuzione minima contrattuale
L’aumento del 4% non viene calcolato sulla paga concordata tra le parti, ma sulla retribuzione minima contrattuale prevista dal CCNL per il livello e la categoria della lavoratrice nell’anno in cui matura lo scatto.
Esempio pratico:
Una lavoratrice domestica percepisce nel 2020 una retribuzione concordata di 10 euro l’ora.
Nel 2022, al raggiungimento del biennio, matura il primo scatto di anzianità.
Ipotizzando che il 4% del minimo contrattuale previsto dal CCNL corrisponda a 0,28 euro l’ora, la lavoratrice avrà diritto a un aumento aggiuntivo.
La nuova retribuzione dovrà quindi essere:
10 euro l’ora (retribuzione già percepita) + 0,28 euro l’ora (scatto di anzianità) = 10,28 euro l’ora
Lo scatto, quindi, non sostituisce quanto già riconosciuto alla lavoratrice, ma si aggiunge alla retribuzione percepita.
Gli scatti di anzianità non vengono assorbiti dal superminimo
Un aspetto molto importante riguarda il cosiddetto superminimo, cioè quella somma aggiuntiva eventualmente riconosciuta dal datore di lavoro rispetto ai minimi contrattuali.
Il CCNL stabilisce chiaramente che gli scatti di anzianità non sono assorbibili dal superminimo.
Questo significa che, anche se una colf o una badante percepisce già una paga superiore rispetto ai minimi contrattuali, lo scatto maturato deve comunque essere riconosciuto e aggiunto alla retribuzione.
Il datore di lavoro non può quindi sostenere che l’importo superiore già corrisposto comprenda automaticamente gli scatti futuri.
Gli scatti devono essere indicati in busta paga
Quando maturati, gli scatti di anzianità devono essere riportati nella busta paga come voce distinta rispetto alla retribuzione base.
La corretta indicazione consente alla lavoratrice di verificare facilmente:
- quanti scatti sono stati maturati;
- quali importi sono stati riconosciuti;
- se la retribuzione è stata aggiornata correttamente.
L’assenza di questa voce, soprattutto nei rapporti di lavoro domestico di lunga durata, può richiedere un controllo approfondito.
Quanti scatti può maturare una badante o una colf?
Il CCNL prevede un massimo di 7 scatti di anzianità.
Considerando che ogni scatto matura ogni due anni, una lavoratrice che rimane presso lo stesso datore di lavoro per molti anni può arrivare a maturare un aumento complessivo significativo della propria retribuzione.
Recuperare gli scatti non riconosciuti: cosa fare
Se una colf, badante o baby sitter ritiene di non aver ricevuto gli scatti spettanti, è importante effettuare una verifica della documentazione disponibile.
Il nostro ufficio si occupa di:
- analizzare il contratto di assunzione;
- controllare le buste paga;
- ricostruire l’anzianità lavorativa;
- calcolare gli scatti maturati;
- verificare gli eventuali arretrati non pagati;
- assistere il lavoratore nel recupero delle differenze retributive.
Molte lavoratrici domestiche scoprono solo dopo diversi anni che una parte della retribuzione prevista dal contratto non è mai stata riconosciuta.
Gli scatti di anzianità non sono un favore del datore di lavoro, ma un diritto contrattuale che deve essere rispettato. Verificare la propria posizione permette di tutelare il lavoro svolto e recuperare quanto effettivamente spettante.

