Ex cuoco di Pier Silvio Berlusconi: impugnata la conciliazione, la vicenda arriva in Cassazione
Una controversia di lavoro che richiama l’attenzione sull’importanza delle conciliazioni sottoscritte in sede protetta e con un’effettiva assistenza sindacale.
Giacomo Canale, ex cuoco e marittimo che ha lavorato per circa undici anni alle dipendenze di Pier Silvio Berlusconi, rivendica oltre 500 mila euro per lavoro straordinario, notturno e festivo che sostiene di aver maturato durante il rapporto di lavoro.
Uno degli aspetti più rilevanti della controversia riguarda un accordo di conciliazione sottoscritto nel 2019, con il quale il lavoratore aveva accettato una somma forfettaria rinunciando a ulteriori pretese.
Successivamente il lavoratore ha però impugnato la conciliazione, contestando le modalità con cui era stata sottoscritta. In particolare, secondo la sua difesa, l’accordo non sarebbe stato firmato in una sede sindacale o in altra sede protetta, “ma in uno studio di un avvocato “.
Proprio questo elemento è diventato uno dei punti centrali della controversia, insieme alla verifica dell’effettività dell’assistenza sindacale prestata al momento della firma.
La vicenda evidenzia quindi un principio importante nei rapporti di lavoro: quando un lavoratore rinuncia a diritti o crediti, il luogo in cui viene sottoscritta la conciliazione e l’effettiva assistenza ricevuta possono incidere sulla validità e sulla stabilità dell’accordo.
La controversia è ora arrivata fino alla Corte di Cassazione, la sentenza è prevista per fine anno

